Una tregua temporanea

Questo "post" e' deliberatamente ispirato a due scritti di Mohamed A. El-Erian* apparsi su Bloomberg e il Financial Times negli ultimi due giorni.


Gli investitori fanno affidamento su notizie positive di breve periodo anche se i fondamentali non sono migliorati. La tregua nelle guerre commerciali di Cina e Stati Uniti ha l'aria di essere stata concordata solo per perseguire obiettivi di breve termine di entrambi i leader piuttosto che essere la base di una pace che giustifichi le aspettative dei mercati.


In questo contesto, le previsioni di crescita delle maggiori banche d'affari sono ancora leggermente a favore del mercato azionario ma con la previsione di un incremento della volatilità. Per molti, un'opportunità per entrare nei mercati c'e' ma solo dopo un sostanziale sell off. Seguiremo questo approccio anche noi ma con giudizio dato che la durata del ciclo economico chiama evidentemente un periodo di contrazione molto più sostenuto.


La "fase uno" dell'accordo USA/Cina e' stato salutato dai mercati come la soluzione dei problemi di crescita sia di breve che di lungo periodo. Ad un'analisi dettagliata, suggerisce El-Erian, l'accordo è più una tregua armata di breve periodo che una pace definitiva. L'accordo, molto ristretto nello scopo, di fatto elimina nel breve periodo il rischio di un ulteriore aumento dei dazi. Questo e' stato festeggiato dal mercato come sufficiente e capace di risollevare le sorti di un ciclo economico maturo e della crescita limitata. Purtroppo non sembra invece sufficiente, per un certo numero di ragioni.

1) L'accordo non risolve la discussione di base sulle pratiche commerciali cinesi a danno degli USA e di altri paesi. E' semplicemente un accordo che prevede maggiori importazioni cinesi di beni americani a fronte della rimozione della minaccia di nuovi dazi il 15 dicembre (scorso).

2) Lo scopo dell'accordo come detto e' ristretto, non affronta ne l'aspetto della sicurezza nazionale ne quello dei diritti umani.

3) Mancano le "regole d'ingaggio" cioè su come verranno fatte rispettare le regole ("enforcememnt")

4) Nessuno dei leader dei due paesi ha posto ne sembra aver intenzione di porre la firma sull'accordo, lasicando allo staff il compito.

5) Infine, il principale fattore di accelerazione delle economie, quello tecnologico, rimane una profondissima divisione tra i due paesi.

E' evidente che l'accordo punta a soddisfare bisogni di breve termine di entrambi i leader.


Nel mercato azionario, le aspettative di maggiori utili, la bassa volatilità e le più accomodanti condizioni monetarie da parte della FED dal 2008 a oggi hanno messo il turbo ai mercati. Tutto questo ha permesso ai mercati di ignorare il rallentamento dell'industria Europea e i possibili tentennamenti del consumatore americano (il maggiore indicatore di crescita globale).


Stiamo utilizzando ogni aumento dei prezzi per vendere le posizioni in utile e posizionarci in modo da giovarci di una possibile contrazione. Sia posizionandosi con una, dolorosa per ora copertura, sul S&P 500 che su titoli di aziende con stati patrimoniali soliti e forte generazione di cassa. Marginalmente favoriamo un buon punteggio ESG perché siamo convinti che questi titoli beneficeranno di una maggiore attenzione da parte dei mutual funds in futuro.


* Allianz’s chief economic adviser and president-elect of Queens’ College, University of Cambridge

0 views

Simplify is an AIF umbrella fund, is authorised by CSSF in Luxembourg and passported in Italy and Sweden. The fund is managed in London.