Sorry, i dati che contano dicono "no azioni"

Restiamo negativi ma pronti con molto cash per le ottime occasioni


Nelle ultime settimane i mercati azionari hanno registrato un rimbalzo euforico dai minimi di agosto. L’”animal spirit” è stato scatenato dalle aspettative di una prima soluzione per la cosiddetta “guerra commerciale” aperta dai dazi americani verso la Cina. Risolta la criticità più minacciosa per la crescita – pensano i compratori - il ciclo economico globale ricomincerà a stupire in positivo allontanando nel tempo la prospettiva di una recessione.


Nel breve periodo è difficile resistere alla tentazione di inseguire il nuovo trend. Noi stessi abbiamo temporaneamente derogato alla nostra prudenza, dettata dalla consapevolezza che il contesto analitico generale rimane ostile al mercato azionario. I modelli puramente quantitativi prevedono infatti il peggior downturn dal 2008. L’orizzonte su tre anni è anch’esso negativo, pur prevedendo il peggio nei prossimi 12 mesi.


Occorre ricordare qui che i modelli quantitativi non riescono a catturare fenomeni relativamente nuovi come le politiche monetarie degli ultimi dieci anni, ma vanno indubbiamente considerati nella costruzione dello scenario soprattutto se i segnali sono particolarmente diversi dal consensus.


Rimaniamo quindi convinti del nostro approccio market neutral, ovvero long single names/short main index e cash. Continuiamo infatti a ritenere che il ciclo economico abbia fatto il suo tempo e sia sostenuto da aspettative eccessive (l’anno delle elezioni americane, storicamente positivo) e dalle politiche monetarie.


Il modello a dieci anni è invece positivo. Ribadiamo che si tratta di analisi puramente quantitative che si basano su lunghe serie storiche del passato (50 anni), e che questo tipo di analisi non coglie le politiche monetarie innovative del post crisi finanziaria né l’ottimismo legato all’anno delle elezioni americane. Prendiamole come una wake up call per non abbandonarsi acriticamente al notevole ottimismo di questi giorni. Quello dei mercati è un rally da cavalcare nel breve periodo, ma di cui non fidarsi perché non supportato da sostanziose accelerazioni né della crescita economica né degli utili aziendali.


Manteniamo allora il nostro approccio strategico con una temporanea eccezione tattica. Punti fermi: 1) il cash è il migliore hedge; 2) prima o poi un contesto simile al 2009 permetterà di essere molto aggressivi e ottenere ritorni superiori alla media. La nostra buy list sia di azioni sia di obbligazioni è pronta. Tatticamente invece in nostri “lunghi” preferiti sono su casi specifici: a) economie i cui PMI sono di nuovo in espansione come la Francia; b) aziende con business model solido in grado di navigare con successo i cambiamenti in corso nel mondo.


Come sempre siamo a disposizione per illustrare la strategia in tutti i suoi dettagli.


Team di gestione Simplify Partners.



42 views

Recent Posts

See All

Simplify is an AIF umbrella fund, is authorised by CSSF in Luxembourg and passported in Italy and Sweden. The fund is managed in London.