S&P 500: VERO RALLY O QE NON ANNUNCIATO?

La narrativa della FED per il 2019 era, fino all’estate, quella di una progressiva riduzione dell’intervento quantitativo a fronte di un’economia sana e con decrescenti bisogni di sostegno. Poco importava che le guerre commerciali creassero crescente incertezza.


Ci si aspettava quindi che lo stato patrimoniale della FED si contraesse fino ad almeno 3.5 trilioni di dollari, per poi mantenere un livello “neutrale” permettendo alla banca centrale di preservare preziose cartucce in caso di future crisi.


Nello stesso periodo però la curva dei tassi USA si era leggermente invertita e sembrava spianare la strada ad una recessione nel corso dei successivi 18/24 mesi.


Inaspettata crescita dello Stato Patrimoniale della FED

Improvvisamente, dopo l’estate, il mercato monetario americano a brevissimo termine (REPO market) ha iniziato a mostrare segni di fortissima tensione e mancanza di liquidità. Le ragioni di questa tensione sono a oggi incerte ma, l’effetto immediato è stato sotto gli occhi di tutti. Il tasso overnight era schizzato alle stelle, obbligando la banca centrale americana ad un intervento straordinario di iniezione di liquidità e conseguente ri-espansione dello stato patrimoniale per un totale di 250 miliardi. Il risultato pratico di questa manovra è stato, de facto, un nuovo Quantitative Easing, totalmente non programmato e in qualche modo “forzato” dal sistema bancario.

Nel giro di pochi giorni i tassi americani a breve fino a due anni si sono abbassati in media di 20 bps, l’inversione della curva è sparita, il rally dell’S&P è iniziato. Contemporaneamente è cambiata la narrativa prevalente, e con essa il clima dei mercati: la prima fase di un accordo tra USA e Cina è stata data quasi per fatta, per un’economia già in ottime condizioni si apriva di conseguenza la prospettiva di un periodo di fuochi artificiali.

Agli osservatori più attenti rimane tuttavia il dubbio che questo fantastico rally sia più figlio di un QE non veramente necessario che di sane aspettative di nuova espansione economica.

L’S&P500 ha registrato nuovi massimi praticamente ogni settimana dall’inizio di ottobre. Negli ultimi 4 giorni c’ stato un nuovo massimo ogni giorno: un record - secondo soltanto ai i 12 giorni del ‘28 - entusiasmante o frustrante a seconda del lato in cui ci si trova.

Per contro i dati manifatturieri USA indicano ancora contrazione (ISM<50) anche se sembrerebbero aver raggiunto il fondo. Sarà davvero molto importante osservare il prossimo dato, il prossimo 2 dicembre.


Spostamento e "appiattimento" della curva US dopo l'intervento straordinario della FED


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