Questa volta è diverso? Forse no.

Updated: Aug 16

"Questa volta è diverso”. L’affermazione che ha accompagnato molte prolungate fasi rialziste del passato scarsamente giustificate dai fondamentali è tornata a circolare tra gli operatori finanziari in queste settimane per motivare la sostenibilità dell’attuale fase dei mercati.


Tutto quel che sta accadendo è proprio così diverso? La storia non ripete mai allo stesso modo, ma a volte le differenze non sono sostanziali: si limitano alle sfumature o a qualche dato, nel nostro caso l’ammontare della liquidità a tasso zero immessa nel mercato dalla Federal Reserve (FED) che, effettivamente, non ha precedenti.


Per chi studia i mercati, tuttavia, gli ultimi giorni sono stati da manuale, dal punto di vista fondamentale e tecnico. Il che sembrerebbe segnalare una coazione (storica) a ripetere. Niente di diverso dal solito, insomma.


Vediamo. Dal punto di vista fondamentale, le valutazioni dello S&P500 sono di nuovo ai massimi. Un indicatore come quello di Warren Buffet è a 171,5%, livello superiore al 2000 e al 1929. Se fosse l’unica sopravvalutazione, potremmo parlare di un’aberrazione.


Altri indicatori vanno però nella stessa direzione. Tutti i multipli degli utili, per esempio, sono ai massimi, o piu di due deviazioni standard superiori alla media. Ancora: gli investitori retail sono fully invested, con livelli di cash quasi a zero, sovente questo e' un segnale di eccesso di fiducia. E’ vero che altri indicatori, a cominciare dall’enorme liquidità messa a disposizione dalle banche centrali (FED nel caso specifico), suggeriscono la possibilità di un allungamento del ciclo positivo (Zevos), ma l’impressione è di un eccesso di ottimismo visto altre volte nella storia.


Considerando un differente punto di vista dell’analisi tecnica ma, sopratutto, quantitativa, il movimento dello S&P500 è stato quasi da manuale. Dopo la fase delle vendite, l’indice si è diretto verso nuovi massimi completando un enorme bearish engulfing candle che, di solito segnala, dopo il rally la presenza di altrettanti venditori. Il mercato europeo sta comportandosi meglio, e a nostro avviso, può avere risultati migliori ma difficilmente questo si verificherà se il mercato americano dovesse stornare.


I tassi reali americani restano ampiamente negativi (ciò che ha supportato le quotazioni dell’oro e delle azioni e indebolito il dollaro) ma non sembra possano scendere ulteriormente senza un aiuto esterno. Negli ultimi giorni un piccolo rimbalzo verso l'alto (da -1.09 a 0.98) ha immediatamente determinato movimenti nell'oro (che per definizione ha, simplificando, rendimento zero), nei dollaro e nelle azioni USA.


In conclusione, gli investitori sembrano riporre le loro speranze più nell’intervento delle banche centrali e delle politiche fiscali governative che nella capacità delle aziende di produrre valore e dell’economia di tornare a crescere. Una speranza prona ad incidenti di percorso perché innaturale.


In questo scenario, Simplify 02 mantiene un portafoglio azionario ridotto (10% circa) rispetto alla norma e altamente selettivo; evita emissioni obbligazionarie che potrebbero essere fonte di volatilità e poca liquidita; conserva, infine, una notevole porzione di cassa. Dato che però le opportunità non mancano, gli acquisti procedono per raggiungere gli obiettivi di lungo periodo. L'oro e' stato la maggiore fonte di volatilità del portafoglio nelle ultime due settimane.


L’applicazione dinamica di questa strategia ha permesso di mantenere la volatilità molto ridotta generando ritorni positivi da inizio anno.


Grafici




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