E’ un orso: lo conosciamo (e sappiamo come affrontarlo)

Dopo l’ultima ondata di vendite, siamo tecnicamente entrati in un mercato “orso”, così definito quando lo S&P’s 500 registra una flessione superiore al 20% rispetto al picco. E’ il primo “orso” dal 2007 e segna la fine di un mercato “toro” tra i più lunghi della storia.

Nel 2018, tra il 20 settembre al 24 dicembre, ci eravamo andati molto vicini con lo S&P’s 500 sceso del 19,4%. Poi, il giorno di Santo Stefano, era iniziato un nuovo rally che ha aveva portato l’indice a un altro massimo storico (12 aprile 2019).


Il portafoglio bilanciato di Simplify 02 sta reggendo bene questa fase, anche meglio di quanto non abbia fatto nel 2018, senza modificare la ricerca attiva di opportunità d’investimento. Certo il panico dei mercati sembra maggiore, come testimonia l’indice di volatilità dello S&P 500, superiore dell’80% al picco raggiunto in quel periodo.


Questo, in gran parte, è dovuto alla maggiore forza del contemporaneo rally obbligazionario: le quotazioni dei titoli del Tesoro di lunga durata (oltre 25 anni) sono cresciute dell’8,8% nei 22 giorni dall’ultimo record dello S&P’s 500 contro il 4,5% nei 95 giorni di vendite del 2018.


Sebbene la flessione del 20% che segna l’ingresso nel mercato “orso” sia arbitraria, rappresenta un’importante linea di demarcazione tra correzioni che richiedono qualche mese per il recupero e quelle che invece richiedono anni.


L’analisi degli “orsi” del secondo dopoguerra evidenzia che alcuni sono più brevi e meno severi. Una previsione prudente indica al maggio 2023 il prossimo massimo storico della Borsa americana, 39 mesi dopo i massimi di febbraio 2020. Se fosse così, ci aspetteremmo che i portafogli bilanciati, meno penalizzati dalle flessioni di queste settimane, recuperino le perdite circa un anno prima. Considerando, inoltre, il rendimento annuo delle obbligazioni, ci aspettiamo che i portafogli a basso rischio si avvicinino più velocemente ai loro massimi storici.


Gli “orsi” rappresentano certamente una sfida (per chi si sta avvicinando alla pensione) e un'opportunità (per i più giovani) ma, indipendentemente dall’età, offrono occasioni d’investimento.


Simplify 02, in questo scenario, ha un grande vantaggio rispetto alle gestioni a benchmark: può liquidare velocemente gli investimenti (allineandosi ai fondamentali di lungo e breve periodo) e reinvestire prontamente per sfruttare l’inizio di un nuovo trend.


L’intervento dei governi (suggerito, per lungo tempo, da Mario Draghi) è stato oggi imposto da Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea: la BCE, ha detto, deve perseguire i suoi obiettivi e non può sostituirsi ai governi, e ha così alimentato l’ondata di vendite aprendo di fatto un conflitto istituzionale.


Quando si potrà tornare a investire sull’azionario? Cina e Corea del Sud sembrano essere i mercati adeguati perché la ripresa partirà da lì. Per quanto riguarda la Borsa americana, una previsione sulla diminuzione degli utili dello S&P’s 500 indica un livello di 3.000 punti come fair value, ma per avere un buon momento di entrata bisognerà aspettare i 2.250/2.300. Per l’Europa e i Paesi periferici in particolare è ancora prematura una valutazione.


Al momento il portafoglio di Simplify 02 è appesantito dalla volatilità dell’oro che però, a nostro parere, resta un buon investimento in vista delle future politiche monetarie statunitensi.


Siamo a vostra disposizione per analizzare in dettaglio le variabili legate agli investimenti in questi contesti cosi particolari.




0 views

Simplify is an AIF umbrella fund, is authorised by CSSF in Luxembourg and passported in Italy and Sweden. The fund is managed in London.