Lo spread estivo e la valorizzazione degli investimenti

Il fenomeno si è verificato, puntualmente, anche quest’anno. Con l’ingresso nel cuore della stagione estiva, la diminuzione della liquidità provocata dalla contrazione delle attività di trading, ha allargato gli spread bid-ask (domanda-offerta) creando condizioni propizie a investire in un fondo. Un fenomeno ben noto agli operatori dei mercati finanziari che, infatti, di questi tempi e al netto di situazioni eccezionali, incrementano le posizioni.


Detto di passata, a beneficio dei meno esperti, bid-ask spread identifica in questo caso la differenza tra prezzo di domanda e offerta di un titolo e non l’indice di rischiosità, ormai sinonimo, in Italia, della parola spread per via del confronto tra BTP e titoli di Stato tedeschi.


Dunque, l’allargamento degli spread ha un’origine tecnica che si spiega così. I fondi rappresentano il valore dei titoli al mid price (a metà strada tra prezzo denaro e prezzo lettera) per offrire a tutti gli investitori una valutazione equa. Quando però il mercato, per motivi appunto riconducibili all’intensità stagionale dell’attività (e non originati, dunque, da fatti economici), è più ampio del normale, anche il mid price, necessariamente, si allontana dall’ask price (offerta), prezzo a cui si comprerebbe normalmente e aprendo una finestra di opportunità. Se poi il fattore stagionale è accompagnato da situazioni che originano volatilità (come accadde, per esempio, la in occasione della crisi dell’euro del 2011), l’opportunità è anche maggiore.


Quanto vale, potenzialmente, questa opportunità e per quanto tempo? La quantificazione varia in funzione delle diverse asset class contenute nel fondo. Nelle obbligazioni corporate high yield, per esempio, questo spread può temporaneamente allargarsi ulteriormente di 40/50bps mentre è trascurabile nel caso delle azioni più liquide. E’ chiaro, quindi, che l’opportunità d’investimento vale soprattutto per i fondi con un portafoglio almeno parzialmente obbligazionario corporate.


Quanto alla durata, la finestra tende progressivamente a richiudersi con il ritorno ai normali livelli di liquidità che, tipicamente, si registrano in autunno e primavera, quando la situazione può addirittura invertirsi spingendo il mid price in un territorio che crea le condizioni ideali per il riscatto delle quote (massima distanza dal bid).


E’ l’ora delle attese vacanze, dunque, ma per gli investitori che stanno interrogandosi su quale sia il migliore timing per ri-entrare nel mercato, la dinamica favorevole dello bid-ask spread può essere un fattore da considerare al di là di ogni valutazione sui trend del momento.




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