Bye-bye, Mario

Il 31 ottobre Draghi lascia la Presidenza della Banca Centrale Europea


Dopo otto anni di lotta culminati nel famoso "whatever it takes", il Presidente della BCE Mario Draghi ha tenuto la sua ultima conferenza stampa. Lascerà l'incarico il 31 ottobre.


Il dopo Draghi si apre con un board della BCE diviso sui passi da intraprendere, con un sostanziale fallimento per gli obiettivi di inflazione e un'economia europea sull'orlo della contrazione. "But what a ride...". Il "bumble bee" (London speech) ha volato, ha avuto bisogno di aiuto ma ce l'ha fatta, nonostante i governi europei abbiano continuato a sfruttare il "free ride" offerto dalla BCE procrastinando le riforme strutturali e fiscali.


Crescita lenta

Dal lato tecnico Draghi oggi ha confermato che la crescita è lenta e i rischi di ulteriore rallentamento dell'economia sono ben presenti. Ma l'occupazione resiste e i salari continuano a salire; per cui, prima o poi, ci sarà un effetto sull'inflazione.

Una politica monetaria accomodante continua a essere necessaria, in aggiunta i governi devono mettere finalmente in atto riforme strutturali e, ove c’è spazio, fiscali.


Rischi geopolitici leggermente calati

Il rischio di una hard Brexit è diminuito. Rimangono però le incertezze dovute alle diatribe commerciali tra Cina e Stati Uniti, che stanno chiaramente rallentando le economie e in aggiunta - come Christine Lagarde ha già commentato – rendono necessaria la creazione di "margini di manovra" superiori al normale.


"Never give up”

“Non mollare mai”: è stato l'ultimo commento di Super Mario, quello che ci porteremo dietro dei suoi incredibili 8 anni alla BCE. Con l’esempio di cosa vuol dire concentrarsi su quello che è possibile cambiare e accettare quello che non si può.


A presto


Management team Simplify Partners

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